
La mia espressione artistica nasce da ciò che è stato scartato, rotto, dimenticato.
Gusci d’uovo, plastica, reti, oggetti quotidiani senza più funzione diventano materia viva, pelle dell’opera, linguaggio emotivo.
Il riciclo non è un gesto estetico né una dichiarazione ecologica fine a sé stessa: è un atto simbolico e profondamente umano.
Prendo ciò che è fragile, consumato o considerato inutile e lo porto al centro, lo espongo, lo trasformo. Come accade alle persone, anche la materia porta segni, crepe, imperfezioni che non vanno nascoste ma attraversate. Ogni frammento incollato, ogni rilievo irregolare racconta una possibilità di rinascita.
“Riciclami se ci riesci” è una sfida, una provocazione: riuscire a guardare ciò che è rotto senza volerlo aggiustare, ma scegliendo di dargli nuova dignità.

RICICLAMI, SE CI RIESCI!
Acrilico, materico e materiale da riciclo, 50×70 (2024)
Sono fatta di scarti.
Di ciò che non serve più.
Di ciò che non torna utile.
Non sono stata aggiustata.
Non sono stata addolcita.
Sono stata esposta.
Se ti dà fastidio, funziona.
Se ti disturba, parla di te.
Perché non tutto va buttato.
Alcune cose chiedono solo
di essere guardate
senza la tentazione di sistemarle.

EASY LOVE DA TASCHINO
Acrilico, materico e materiale da riciclo, 50×70 (2025)
Rosa. Intenso, materico, vivo.
È il colore dell’amore, ma anche della ferita.
Della passione che graffia e lascia il segno.
Easy Love nel Taschino riflette sull’amore leggero, rapido, consumabile.
Sul bisogno di connessione immediata e sul vuoto che spesso ne consegue.
Il cestino diventa un piccolo altare dell’“usa e getta”:
un contenitore di messaggi non letti, promesse evaporate, emozioni troppo fragili per durare.
Il titolo gioca su un contrasto volutamente ambiguo.
“Easy Love” richiama la superficie, la velocità, la disinvoltura delle relazioni contemporanee.
“Nel taschino” è lo spazio simbolico in cui si nasconde ciò che non si vuole più sentire —
o ciò che si vorrebbe tenere vicino al cuore, senza avere il coraggio di viverlo davvero.
L’opera invita a interrogarsi sul valore dell’intimità autentica
in un tempo che consuma anche i sentimenti.
Perché ciò che resta, alla fine, è la materia viva delle emozioni.
Quella che non viene gettata, ma trasformata.

GALASSIA UTSURO
Acrilico, materico e materiale da riciclo, 50×70 (2025)
La Galassia Utsuro è uno spazio sospeso, un frammento dell’universo dove la materia si dissolve e il tempo si dilata. Qui, il vuoto non è assenza ma attesa: una soglia tra ciò che eravamo e ciò che ancora non siamo.
Un astronauta vaga senza peso, immerso in un paesaggio rarefatto, dove le forme si sfumano e la direzione si perde. I materiali – plastica, rete, frammenti – sono tracce di un’identità in mutamento, che si sta disgregando per lasciare spazio all’ignoto.
Non si torna indietro. Non si sa dove si sta andando.
Ci si muove, sospesi, lasciandosi attraversare dal cambiamento.

OPS
Acrilico e gusci d’uovo, 50×70 (2025)
A volte basta un niente.
Un gesto, un errore, una crepa nel silenzio.
E tutto si rompe.
Ma proprio lì, tra i frammenti, qualcosa respira.
La fragilità che proviamo a nascondere.
Il bianco assoluto che ci ricorda che ogni errore può essere anche rinascita.
Una tela fatta di gusci, di polvere, di materia viva.
Un “ops” che diventa poesia.
Per chi ha avuto il coraggio di rompersi.
E la forza di restare.
