
METAMORFOSI
Acrilico, 50×70 (2024)
La metamorfosi non è un gesto elegante.
Arriva quando non è più possibile restare integri, quando ciò che eravamo cede sotto una pressione invisibile. È uno strappo, un cedimento interno che fa male e costringe a guardare la ferita.
Il rosso invade la tela come un impulso primario: sangue, rabbia, fuoco. Le colate precipitano senza ordine, si scontrano, resistono. È il corpo emotivo che lotta mentre cambia forma.
Al centro, una frattura dorata segna il punto di passaggio. Non chiude, non consola: resta aperta, viva, come una soglia. È l’istante in cui il passato non regge più e il futuro non ha ancora un volto.
Qui la trasformazione non è romantica. Espone, disorienta, ferisce.
Ma è proprio in questa rottura che nasce una nuova possibilità di esistenza: non più intatta, non più protetta, ma autentica.
Metamorfosi è l’atto di restare presenti mentre tutto dentro cambia forma.
